venerdì 14 settembre 2007

Palm Cove, il Nord ed il compleanno di LimPo

Lasciamo le mosche del deserto al suo deserto… In inverno già ce n’erano un poche, chissà quante ce ne saranno in estate! Che inferno dev’essere quel deserto col caldo insopportabile, e per di più un’invasione di moschine ovunque.
Ma come detto partiamo, affrontando il penultimo viaggio in aereo prima del rientro in patria… E lo stacco è decisamente forte, dal deserto rosso alle spiaggie dorate del Nord!!! In particolare la nostra destinazione è Palm Cove, 40 km da Cairns, che le guide raccontano come la meta perfetta per le coppiette in viaggio di nozze. Distante dai casini, e colma di calma ed intimità… Un pò la cosa ci puzza, però chissenefrega visto che noi quel che cerchiamo, dopo tutte queste stancanti giornate è qualche ora di beato relax, in una bella spiaggia tropicale.
E così è, per alcuni punti di vista, dato che la spiaggia è veramente stupenda, con le palme in riva all’oceano proprio come da foto dei tropici. Un paesino piccolissimo, ma carino con qualche negozietto che ci ha pure dato gioia e saldi (tutti tranne me hanno preso qualcosa dall’amicone grassone, che ha imparato l’italiano da piccolo ma non ricorda oramai più nulla, però vuole tanto attaccare bottone con tutti), ed un take away bello laido dove ci siamo potuti riempire di panini, fritture miste di pesce, e quice alle verdure (tutto buonissimo). Il nostro Tinelli ha pure provato il famigerato Work’s burger, con all’interno: uovo, pancetta, rapa rossa, ovviamente carne e tanta, verdure d’ogni tipo e, per non farsi proprio mancar niente, una fetta d’ananas… Se mi sono dimenticato di qualche ingrediente dimmelo che lo aggiungiamo.
Memorabili le nostre passeggiate in spiaggia, per raggiungere tra l’altro il centro commerciale a Clifton Beach dove abbiamo potuto sperimentare i veri prodotti australiani, come la frutta (Mango, Papaya e Frutto della passione), la polpa di granchio (3 etti nemmeno per un euro), e gli spiedinazzi conditi con tutti gli ingredienti possibili.
Peccato per il tempo, che nemmeno qui ci ha graziati di una giornata che sia una di sole totale; quel poco di sole che ha fatto ce lo siamo tutto goduto, chi in spiaggia (come me), chi a bordo piscina… E’ un peccato, perchè se avessimo preso tre giorni di puro sole saremmo tranquillamente tornati a casa neri come il bao, vista la potenza dei raggi UVA in quella zona del mondo.
Non sono stati proprio dei giorni del tutto rilassanti, grazie a qualche bega di troppo e troppi troppi screzi, ma vabbè.


In questo paradiso terrestre LimPo ha festeggiato il suo 26mo compleanno, 26 anni in terra australiana, nel giorno della partenza per Wollongong… Non proprio la giornata perfetta per festeggiare un compleanno, però chissene si era in aussieland!
Da ricordare c’è sicuramente la cenetta a casa Calmasini.
Fortunatamente i padroni di casa non erano a conoscenza della ricorrenza, e non avevano preparato niente di particolare per cena, anche se in modo come sempre gentilissimo Rachel si era data da fare per noi.
Quando però hanno saputo del compleanno hanno graziato LimPo di un regalo speciale, ovvero la possibilità di avere la canzone “IL TUKUL” cantata direttamente dal nostro Renato (dopo però di averla dettata perfettamente, cosicchè ora potremo cantarla anche a voi). E poi, per concludere in bellezza la giornata Rachel ha fatto partire sul giradischi “Se mi lasci non vale” del mitico Julio Iglesias, la colonna sonora del nostro viaggio…

Peccato che il viaggio stava per finire… Un giorno intero solo e dovevamo lasciare la nostra nuova terra adottiva.

Uluru

Partiamo da Melbourne, di primissima mattina accompagnati dal nostro tassista che ci viene a prendere direttamente fuori dall’appartamento.
La nostra prossima meta è tra le più rappresentative di tutta l’Australia, ovvero Ayer’s Rock, Uluru per i nativi aborigeni; il grande monolito rosso in mezzo al deserto.
In Italia, prima della partenza, abbiamo deciso di intraprendere questa avventura; per ravvivare il nostro spirito d’avventura scegliemmo addirittura di alloggiare in una cabin (un bungalow per capirci) con bagno in comune a tutto il camping… Sarà per scelta d’avventura, oppure perchè tutti gli altri alloggi sarebbero costati dieci volte di più? Bah, lasciamo a voi decidere.
La nostra cara Qantas ci conduce nel cuore del continente, e già prima di atterrare possiamo assistere allo spettacolo del monolite rosso, che gigante ci saluta e ci accoglie nel deserto.
Prima cosa, appena atterrati su una pista di atterraggio rossissima, piena di sabbia, ed abbastanza inquietante nell’atterraggio, notiamo che il deserto non è quello che uno si aspetta, ma verdissimo. Il bush finalmente si è fatto vedere, con cespugli, baobab e fitta ma ovviamente bassa vegetazione. Quello che volevamo dall’Australia, la natura!
Nella nostra Vera avventura australiana noleggiamo una macchina, per essere più precisi una Toyota Corolla 3 volumi con cambio automaticissimo che il prode NelTi guida all’inglese (eh, l’australia essendo ex colonia ha la guida a destra!) e partiamo per raggiungere l’unico avamposto occidentalizzato della zona, ovvero il mega resort di Yulara, dove è contenuto anche il nostro camping.
Nemmeno 5 minuti e siamo lì… Le distanze qui non sono poi così maledette!
La nostra Jajao non si sente molto eroica, e va un attimo in paranoia alla vista della nostra cabin… Poi s’accorge che insomma, ce la si farà! Due notti sono sempre due notti!
I bagni esterni sono un pò scomodini, è vero, soprattutto di notte quando nel deserto è freddissimo, però dai il gioco vale la candela come si usa dire.
Si, perchè la vista del monolite rosso, in ogni ora del giorno, è veramente straordinaria.
Uno dei più bei spettacoli mai visti prima. Al tramonto è mozzafiato, di giorno fa paura osservare il rosso della montagna in contrapposizione del blu, che più blu non si può, del cielo. E camminarci attorno, di buon passo, cantando l’inno del trentino ed azzurroooo verrà ricordato per sempre.

Verranno ricordati per sempre pure gli abbbbborigggeni, questa razza un pò strana, e soprattutto molto, ma molto puzzona. Che con tutti i soldi che hanno, si avete capito bene ne hanno eccome visto che il parco di Uluru e dintorni è loro, potrebbero anche dedicarsi un pò di più all’amico sapone e sua cugina acqua.
Cene a base di noodle precotti da scaldare solo con l’acqua calda, pranzi serviti in modo impeccabile dal laido fast food del resort, con i panini più buoni che abbiamo mangiato in australia, probabilmente… Probabilmente perchè la carne era di dingo, di aquila del deserto, o magari di qualche insetto strano… Sta che ci mancherà sicuramente molto il laido di Uluru.
Come a me mancherà quella sensazione di sporco dovuta alla terra rossa, quasi come quella dei campi da tennis, che si attacca a tutto e non va più via.
Mi mancherà addirittura quel svegliarmi in piena notte con il naso e le labbra ghiacciate, perchè nella camera è sceso il gielo assoluto (eh la stufetta l’avevamo spenta).
Non mi mancano sassi, perchè ne ho portati a casa alcuni, però mi manca non aver visto qualche animale selvaggio in più, magari un dingo che assaliva un turista (anche se l’ombra del dingo in piena notte l’abbiamo vista).
L’avventura nella natura però verrà ceramente ricordata… Basta vedere le foto per capire quanto, ma quanto tanto bello era quel posto…
Partiamo dopo due stancanti giornate per la prossima meta, questa volta di assoluto relax…